PNRR, raggiunti 416 obiettivi e incassati quasi 166 miliardi. Il Dossier di Camera e Senato

I Servizi studi della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica hanno pubblicato il Dossier “Monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Lo stato di attuazione del PNRR per il conseguimento della Decima rata. L’avanzamento del Piano, i profili finanziari e la programmazione nelle Regioni”. Alla data del 1° luglio 2026 l’Italia ha raggiunto 416 traguardi e obiettivi PNRR su 575, pari al 72,3% del totale, e ha incassato 165,99 miliardi di euro su 194,4 miliardi complessivi, corrispondenti all’85,4% delle risorse previste. Il dato colloca l’Italia sopra la media degli altri Stati membri dell’UE, che risultano al 57,9% degli obiettivi raggiunti e al 68,7% delle risorse incassate.

Resta però aperta la fase finale di attuazione, con una proposta di revisione del Piano da 2,1 miliardi di euro ancora all’esame della Commissione europea. La rimodulazione prevede definanziamenti su alcune misure, tra cui RoSCo, logistica digitale, Parco agrisolare, colonnine elettriche, fognature e depurazione, agrivoltaico e crediti d’imposta per Sud e ZES, anche per difficoltà di rendicontazione. Le risorse liberate verrebbero reindirizzate soprattutto verso efficientamento energetico, Industria 5.0, housing sociale, comunità energetiche, autoproduzione da rinnovabili nelle PMI e acquisto di treni elettrici.

Sul piano operativo, ReGiS registra 672.549 progetti monitorati: 503.641 risultano conclusi, pari al 74,9% del totale, ma rappresentano solo il 23,7% delle risorse impegnate. Restano quindi in corso 168.879 progetti, che valgono 132,2 miliardi di euro, oltre il 76% delle risorse.

Il dossier richiama anche l’impatto macroeconomico del Piano: secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, nel 2026 il PNRR contribuisce per 1,8 punti percentuali al livello del PIL, con un effetto destinato a ridursi progressivamente negli anni successivi.

Un capitolo specifico riguarda le economie di spesa. ReGiS registra al 1° luglio 2026 economie per circa 828 milioni, mentre il decreto-legge n. 19/2026 aveva già quantificato 1,59 miliardi di economie maturate entro febbraio. Le ulteriori risorse non vincolate potranno essere accertate e successivamente riassegnate con DPCM a specifiche iniziative o interventi.